Passi 13’36’’

Composizione sonora di Polisonum registrata a Palazzo Altemps a Roma, 18 dicembre 2018

Sound engineer:
Ascanio Cusella e Filippo Lilli
Vinile Stampato presso Vinyl Recording Service Mr Vertigo, Isola del Liri

In copertina:
dettaglio fotografico dell’installazione “Passi” a Palazzo Altemps, Roma, 18 dicembre 2018, elaborata con foglia d’argento e zolfo su carta fotografica

Progetto grafico
Donato Loforese

Custodia realizzata dalla
Legatoria d’Arte di Roma

Produzione:

Studio Bibliografico Marini
Roma – Ottobre 2019

Vinyl Release


Edizione realizzata in 30+VI esemplari riservati ai collaboratori
Ogni esemplare contiene un’acquarello originale di
Alfredo Pirri, realizzato su carta Arches Satinéé 300 gr.
Ogni opera è firmata a matita e autenticata col timbro a secco dell’archivio dell’Artista.

︎︎︎ Video

Estratto testo curatoriale di Francesca Ceccherini

PASSI (13’ 36’’) è l’esito dell’incontro tra
Alfredo Pirri e Polisonum

Un dialogo che nasce da due pratiche e due generazioni, una scintilla che qualche volta si accende quando gli artisti mettono in campo e condividono abilità e conoscenze, quando hanno il desiderio di costruire percorsi comuni, di contaminare.
Da diversi anni Alfredo Pirri nutre un profondo interesse nelle pratiche che esplorano il linguaggio sonoro, testimoniato dalla sua collaborazione nel tempo avviata con musicisti e dalla stessa concezione di PASSI, che si compone anche di un panorama di suoni dati dall’agire, dall’azione del rompere, dei suoi passanti.

E’ qui, all’interno di questo abisso sonoro, che Pirri invita il collettivo Polisonum a sperimentare. Nasce PASSI (13”36’), una composizione sonora incisa su vinile in 30 tirature, risultato di una drammaturgia definita e rigorosa in cui l’abilità tecnica e narrativa restano invisibili per lasciar emergere il ritratto dell’esperienza, del movimento, della definizione spazio-temporale.

Restituito nella sua purezza, il suono di PASSI - composto di segni acustici imprevedibili, scricchiolii, sbriciolamenti, crepiti e accenti ritmici - diviene qui
la restituzione di una soglia, quel confine tra il reale
e l’apparente che possiamo ancora interrogare e immaginare. E ancora una volta, mentre lo specchio si frantuma, qualcosa di nuovo nasce, una nuova luce si accende, un lavoro viene al mondo: ora lo spazio si può ascoltare.


Year: 2019













︎ Notation

︎ Sound Composition
︎